Utili, sfiziosi e di design i taglieri si sono imposti in cucina. Da semplice piano d’appoggio dove tagliare carne, verdure, pesce, formaggi, affettati o pane si sono trasformati in veri e propri oggetti di design. Il loro è un ruolo molto importante, è per questo che vanno scelti con cura, sia per il materiale con il quale sono realizzati, sia per la forma e le dimensioni che hanno.
Con alcuni piccoli e pratici consigli potrete scegliere il miglior tagliere per la vostra cucina e per le vostre necessità.
Di che materiale è fatto il tuo tagliere?
Un premessa è d’obbligo: il tagliere deve avere una superficie che sia durevole, resistente alle sollecitazioni del coltello e che deve poter tagliare tranquillamente il cibo. Ogni materiale ha pregi e difetti, scopriamoli.
L’eleganza dei taglieri in legno
I taglieri in legno sono quelli più gettonati e le cucine italiane amano darne sfoggio ponendoli in primo piano. Il pregio di questi
taglieri sta nella loro capacità auto-guarente, ovvero anche se incisi e tagliati con il coltello riescono a rimarginarsi con il tempo. Inoltre il legno ha naturali proprietà antibatteriche, perfette quando si parla di cibo.
I migliori taglieri da cucina sono quelli realizzati in legno duro, con piccoli pori e grana fine. La grandezza dei pori è fondamentale ai fini della qualità del tagliere poiché più piccoli sono meno tratterranno residui, macchie e sporcizia in seguito al lavaggio. Al contrario i pori più grandi trattengono tutti i residui e oltre ad essere poco igienici si rovinano più facilmente.
I legni preferiti per la realizzazione di taglieri sono quelli tropicali che, oltre il loro carismatico fascino, sono più resistenti, longevi e in grado di respingere microbi e umidità. La bellezza di questi legni, però, richiede molta manutenzione: è necessario utilizzare oli minerali che li preservi e non possono essere immersi nell’acqua troppo a lungo, per non far assorbire troppa umidità.
Caratteristiche per la scelta di un tagliere in legno
Nella scelta del tagliere in legno è bene tenere a mente alcune caratteristiche. Sono fondamentali le dimensioni, le scalanature laterali, per raccogliere i liquidi e i piedini in gomma antiscivolo, per avere il massimo della stabilità.
Alcuni specifici modelli di tagliere in legno sono realizzati con un particolare bordo inferiore che permette di agganciare il tagliere al piano di lavoro, per garantire ancora più stabilità. Molto utili sono anche le maniglie laterali o i cassettini in alluminio.
La scelta migliore sarebbe quella di munirsi di differenti taglieri dalle dimensioni diverse che si adattino a svariate necessità. I materiali più utilizzati per la realizzazione dei taglieri in legno sono: noce, acacia, quercia e bambù.
La praticità dei taglieri in plastica
I taglieri in plastica sono noti per essere i più igienici, ma non è così. Rispetto ai taglieri in legno quelli in plastica non hanno la capacità di auto rigenerarsi quindi una volta tagliati con il coltello presentano delle piccole cavità capaci di accumulare batteri anche dopo il lavaggio. Questo inconveniente può essere facilmente superato poiché la plastica può essere lavata con detergenti più aggressivi (come disinfettanti o altri prodotti chimici) che la liberano dai batteri e allo stesso tempo non la contaminano.
Il materiale più utilizzato per questo tipo di tagliere è il polietilene e ne esistono monouso, più sottili, flessibili e alcuni che fungono da vassoio, perfetti per il trasporto del cibo in tavola.
La fragilità dei taglieri in vetro
Belli e affascinanti i taglieri in vetro sono i meno consigliati per l’utilizzo quotidiano. Anche i più duri sono estremamente fragili e quindi possono rompersi o scheggiarsi, con il rischio di lasciare piccole schegge fra gli alimenti. Oltre la pericolosità un tagliere in vetro si danneggia facilmente con le lame dei coltelli e la superficie scivolosa mette a repentaglio la vostra sicurezza, sia mentre tagliate il cibo che mentre lavate il tagliere stesso.
L’innovazione dei taglieri in silicone
I taglieri in silicone sono il meglio di quello che si può desiderare in cucina. Racchiudono tutti i vantaggi degli altri materiali e aggiungono ulteriori pregi. Sono duri come il vetro ma molto più resistenti, non si rompono e non sono scivolosi, sono capaci di risanare i tagli come il legno ma non trattengono l’umidità, possono essere trattati con prodotti chimici come la plastica ma danno garanzia di maggiore pulizia.
Qual è la misura giusta per il tuo tagliere?
Come accennato precedentemente anche la forma e le misure sono fondamentali nella scelta del tagliere giusto. Il mercato ne presenta differenti tipologie. Esistono i taglieri rotondi che hanno un diametro che va dai 20 ai 50 cm e alle volte sono dotati anche di una base girevole che li rende perfetti esteticamente, l’ideale per servire qualche pietanza in tavola e fare colpo sugli ospiti. I taglieri rotondi più grandi sono perfetti anche come base di appoggio per le pizze.
I taglieri di forma rettangolare possono raggiungere addirittura 70 cm di lunghezza, 50 cm di larghezza e 7 cm di spessore. Un tagliere così grande non è molto versatile, poiché molto pesante, però è perfetto come piano d’appoggio per gli impasti con la farina o per stendere la pasta con il mattarello. Quelli di misure medie (fra i 30 e i 50 cm di lunghezza) sono molto più maneggevoli e si possono adattare a diversi utilizzi, per lo più per il taglio della carne e del pesce. I taglieri rettangolari di piccole dimensioni, che non superano i 25 cm di lunghezza, sono perfetti per il taglio dei salumi o delle verdure.
Per chi non si accontenta delle forme classiche il mercato propone svariate forme di tagliere che si allontanano da quelle classiche: cuori, chitarre, fragole, mele, pere, melanzane e tanti altri. Per i più esigenti esistono taglieri da cucina dotati di cassettini per raccogliere le briciole e gli scarti, al fine di avere un piano di lavoro sempre pulito.
Quale tagliere scegliere per la propria cucina?
Dopo questa breve analisi è certo che i migliori materiali per il nostro tagliere sono la plastica, il legno e il silicone. I primi sono perfetti per chi desidera un prodotto maneggevole e leggero e che possa essere trattato con detergenti chimici, i secondi sono l’ideale per chi ama lo stile classico e il pregio e desidera resistenza e longevità. Il taglieri in silicone uniscono i pregi di entrambi. La scelta è molto soggettiva. Il mercato offre ottime soluzioni per tutti e tre i materiali e non mancano le proposte più sfiziose.
La forma da prediligere è quella rettangolare, molto più versatile.
Per quanto concerne le dimensioni i migliori taglieri sono quelli di dimensioni medie (dai 30 ai 34 cm di lunghezza) che si possono adattare a differenti necessità ed essere utilizzati sia per il taglio che come piano d’appoggio per gli impasti o anche per servire in tavola salumi e formaggi. È buona norma avere almeno due taglieri in casa, uno di piccole dimensioni e l’altro medio – grande. A voler essere pignoli si potrebbe possedere un tagliere per tagliare la carne e un altro per i pane e le verdure.
Uso e manutenzione dei diversi tipi di tagliere
Affinché un tagliere duri il più a lungo possibile è necessario farne buon uso e buona manutenzione. 
A prescindere dal materiale scelto è buona norma utilizzare coltelli sempre ben affilati poiché richiedono meno sforzo da parte dell’utente e quindi non faranno tagli troppo grandi sul tagliere. Evitare i coltelli seghettati.
Lavate i taglieri subito dopo averli utilizzati, soprattutto quelli in legno, ed evitate le lunghe immersioni in acqua e con detergenti aggressivi. Un buon metodo per disinfettare i taglieri può essere quello di utilizzare aceto, limone e bicarbonato e asciugarli con lo strofinaccio per poi esporli al sole o nei pressi di un termosifone. È buona norma, di tanto in tanto, ungere il tagliere.
Non lavate i taglieri di plastica con le spugne abrasive. A differenza di quelli in legno i taglieri di plastica possono essere anche lavati in lavastoviglie.
Non vi resta che scegliere il tagliere che fa al caso vostro.
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